Ognuno di noi appartiene al suo gruppo famigliare, il nostro sistema è formato da moltissime persone. Chi appartiene quindi alla famiglia? Ad essa appartengono:
noi con tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle, con i bambini abortiti e o nati morti o da bambini avuti da relazioni extra coniugali da nostro padre o madre o bambini dati via.
Appartengono i nostri genitori con tutti i loro fratelli e le loro sorelle. I loro partner precedenti, quelli con cui hanno avuto una relazione importante (spesso accade che un partner precedente di uno dei genitori, se è stato escluso e cioè lasciato senza più considerazione, venga poi rappresentato da un figlio o da una figlia).
Fanno parte i nonni ma senza le loro sorelle e i loro fratelli, a meno che non abbiano avuto un destino particolare. Fanno parte del sistema anche i loro partner precedenti.
Possono far parte anche i bisnonni, o a volte anche solo uno di loro.
Fanno parte della famiglia anche le persone attraverso le quali la nostra famiglia ha avuto un vantaggio, ad esempio un vantaggio economico sulle spalle di qualcuno di esterno alla famiglia.
Fanno parte della famiglia anche le vittime di violenze subite da parte di membri della nostra famiglia .
Così come fanno parte della famiglia anche eventuali suoi membri che si sono macchiati di sangue assassinando qualcuno, anche un altro componente della famiglia stessa.
Riporto come esempio una costellazioni condotta da Marie Sophie.
Avevano chiesto di lavorare con lei una coppia che aveva un figlio difficile, con un carattere duro. Marie Sophie ha chiesto se nella famiglia del padre qualcuno era stato in qualche modo coinvolto nella guerra. Il padre disse che un fratello di suo padre era stato ucciso da un tedesco durante la guerra. La costellazione ha mostrato come il ragazzo guardasse con amore e si identificava nelle sorti del soldato tedesco che aveva ucciso lo zio, mentre nessun altro della famiglia lo considerava. I movimenti del figlio, erano tesi, sebbene lui non ne fosse consapevole, questo per integrare il soldato assassino all’interno della famiglia, perché ne faceva parte. Ecco come per effetto potente della coscienza collettiva i più piccoli vengono presi in servizio, pagando spesso un prezzo molto elevato, quello dato dal dover guardare per gli altri componenti della famiglia chi non è incluso. Esiste un altro ordine che è l’ordine di rango. Questo ordine dice che chi viene prima, cioè chi è nato prima, ha diritto di precedenza rispetto a chi è nato dopo. I genitori hanno priorità sui figli. Il figlio primogenito ha priorità sul secondogenito e così via. I nonni hanno priorità sui genitori, ecc. Se ognuno mantiene il proprio posto il sistema è in ordine, e regna pace, armonia e forza.
Quest’ordine agisce su tutti.
Se mi sposo e formo una nuova famiglia questa avrà priorità rispetto alla mia famiglia d’origine. Se poi con questa nuova famiglia ho dei figli, il primogenito avrà priorità sul secondogenito. Cosa succede in caso di separazione? Il nuovo rapporto di coppia avrà ovviamente precedenza sul precedente, ma i figli del primo matrimonio hanno precedenza su quelli venuti dopo, e il nuovo partner lo deve tenere presente. Il primo marito va riconosciuto e portato nel cuore, dandogli e riconoscendogli il posto che gli spetta. L’ordine di rango può essere ferito in tutti i gruppi, un esempio ne è l’ambiente di lavoro. Anche qui vige un ordine dato dal tempo di venuta. Se qualcuno arrivato dopo tenta di mettersi in un posto che non gli spetta, cercando ad esempio di superare un collega più anziano, si creerà un disturbo, un disordine e quindi una situazione conflittuale. Ho condotto un corso di formazione per maestre d’asilo e scuole d’infanzia per il comune di Alessandria dove vivo. Per due anni. Ho proposto le costellazioni familiari come strumento, è stato accettato e abbiamo lavorato bene. Ho potuto osservare come in tutti gli asili nido e in tutte le scuole d’infanzia in cui ho collaborato vigesse un gran disordine.
Le maestre non riuscivano a lavorare, tra di loro c’era conflitto e non si capivano con la dirigenza. Ho messo in scena tutta la gerarchia. Il sindaco, l’assessore, il dirigente, i collaboratori e le operatrici. Il risultato è stato che l’assessore, che avrebbe dovuto ricoprire un ruolo di leader, era privo di forza, privo di interesse per la scuola, e non considerato dal sindaco. Il dirigente invece era molto forte ma confuso , non sapeva dove guardare, le maestre erano disorientate ed in disaccordo tra loro, i bambini erano molto nervosi. Abbiamo osservato nel complesso un gran disordine. Ho fatto inchinare l’assessore davanti al sindaco e quando si è rialzato l’ho fatto girare verso il dirigente. Ora il rappresentante dell’assessore sentiva in sé la forza necessaria per guidare la dirigenza, come conseguenza tutto il sistema ora si sentiva placato e riorganizzato. Questa cambiata situazione ora si mostrava per i bambini una benedizione. All’inizio invece tutti si comportavano come dei bambini, tutti volevano elevarsi al di sopra di chi stava gerarchicamente sopra di loro. Questi comportamenti e questa confusione di ruolo toglievano forza e creavano un grande caos.
Similmente accade nella famiglia quando un bambino si pone al di sopra del padre o della madre assumendosi su di sé qualcosa al posto loro. Anche se qui si tratta di un’arroganza diversa rispetto all’esempio sopracitato. Questa è un arroganza che nasce da un amore cieco, da una visione magica dell’amore propria dei bambini, attraverso la quale pensano di poter alleggerire dai loro pesi i propri genitori, o addirittura salvarli quando essi li sentono e percepiscono attratti verso la morte. In queste situazioni il bambino interiormente dice: “ io al posto tuo”. Con questa frase e pensiero il bambino si mette fuori posto, si mette in un posto che non gli compete, creando così disordine. Questo disordine può avere delle conseguenze di ampia portata, anche tragiche, come la morte e la malattia. Questo amore cieco e infantile di fatto non ha nessun risultato positivo. La sofferenza e le difficoltà invece di essere portate da una sola persona ora sono portate da due persone, dal genitore che non fa più il genitore e dal figlio che svolge un ruolo che non gli compete. Tutto questo avviene in buona coscienza. Il bambino in questo suo atto si sente innocente. Ogni violazione dell’ordine gerarchico ha un prezzo da pagare e a volte costa la vita.
A volte costa il posto di lavoro.
RIFLESSIONE
La violazione della gerarchia porta quindi a gravi conseguenze. Noi arriviamo a porre una domanda di un problema che ci preme quando siamo pronti, quando l’energia è pronta e di solito dice Bert Hellinger “quandi si tratta di vita o di morte”. La violazione dell’ordine gerarchico dà anche questa conseguenza estrema. E’ presuntuoso pensare che si possa agire al di sopra di chi è nato prima, conosce la vita e il mondo un po’ più di noi; stare al di sopra toglie forza. A volte capita che un genitore voglia caricare un figlio di un proprio peso o di una colpa e il figlio spesso se lo prende volentieri, portandola al suo posto. In questo modo nessuno dei due vive pienamente la propria vita, il figlio è aggravato e il genitore non ha la possibilità di viversi ciò che gli spetta. I figli fanno sempre qualcosa in buona coscienza per i genitori e ponendosi al di sopra sovvertono l’ordine gerarchico. Una donna, in un gruppo mi ha detto che suo figlio era depresso e non voleva più studiare.
Le ho messo davanti il figlio e le ho fatto dire al figlio. “grazie, ma io vado lo stesso”. C’è stata una pausa e poi la donna ha guardato a terra, pian piano si è allungata a terra sulla pancia ed è andata verso i morti, andava sempre più avanti. Il figlio era depresso e non voleva studiare perchè mostrava alla madre che voleva morire al suo posto. Pian piano la madre si era rialzata da terra e a riguardato il figlio, con un sorriso e il figlio le ha sorriso libero dal suo compito. Finalmente ognuno portava il proprio peso, questo è il servizio di chi scavalca un ordine, per buona coscienza, per amore cieco.