
In uno dei primi seminari al quale ho partecipato Bert ha citato un passo della Bibbia, ne ha citati molti altri in seguito, ma questo rende l’idea di ciò che vuol dire assistere ad un corso di formazione di Costellazioni Famigliari con Hellinger: è un passo scritto in almeno due punti nella Bibbia [Geremia
31 33,36] ed [Ebrei 8-10,13] e in entrambi è scritto più o meno così: “questo è il patto della nuova alleanza scritto per voi (il popolo di Israele) dopo questi giorni; nessuno dovrà più dire a qualcuno Dio è qui o Dio è la, ma sarò io stesso a mettere la mia legge nel vostro cuore e sarò io a rimettere i vostri peccati. Parola del Signore”.
Ciò che si apprende in questo corso quindi avviene attraverso lo spirito è il servizio a Dio appreso attraverso lo spirito stesso che parla al nostro cuore, la percezione è l’unico strumento, se senti e hai fede nello spirito, sai tutto. Quasi non avrebbe senso fare un corso di formazione, la vita insegna mentre la vivi, ma a certi livelli bisogna essere condotti da chi già vede.
La prima parola magica per essere un facilitatore è PERCEZIONE, unita ad uno stato d’essere che è il SILENZIO.
Percezione significa restare nel proprio centro, con tutto ciò che si ha, e comprenderlo con amore. Io sono qui e sono questo, qui ed ora, e qui e ora io sono così. Significa entrare in uno spazio in cui si è aperti ad accogliere un’ altra sensazione che viene da fuori e ci si avvicina con intenzione a qualcun altro, aperti a tutto e si riceve una sensazione. Questa sensazione è sempre vera, è sempre giusta così come si manifesta ed è sempre la prima;
- la percezione di ciò che è nell’altro, si manifesta nel silenzio interiore, che predispone l’attenzione a ciò che arriva da fuori.
Qualunque percezione va accolta con il cuore così com’è. È la sottile differenza tra ciò che era prima e ciò che c’è dopo. L’intenzione alla percezione è la prima cosa, essa muove tutto e può aprirti a qualunque stato d’essere; parte dalla volontà, ma è ancora più intensa perché ha uno scopo
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più determinato e più finito, raggiunge un fine, è in definitiva il risultato della volontà, l’intenzione è ferma.
Non ci vuole tanta forza per attuarla è un movimento simbiotico di cuore e cervello, ma è il cuore a determinarne la forza e il fine ultimo. La percezione comprende oltre che l’intenzione anche l’attenzione aperta al tutto, ampia, ma non rilassata, in tono. Direi che l’attenzione tonica è come un muscolo che può trattenere , è aperto al movimento ma è tonico.
Il silenzio è fondamentale perché solo all’interno di questo silenzio, che assomiglia a uno spazio vuoto, avviene il tutto, se scorrono pensieri ne risente la percezione. Creare un vuoto con l’intenzione è l’unica via alla percezione, si tratta di un vuoto in cui il lato razionale del cervello è meno vigile, è un apertura al lato destro del cervello, a percepire più con il corpo che non con la mente.
Nel corpo ha sede lo spirito “il corpo di Cristo”, la percezione è uno stato spirituale dell’essere.
Quasi come dire accolgo qualunque cosa arrivi senza intervenire con me stessa, ma lo prendo così com’è.
Il silenzio implica non far entrare nulla di quei sentimenti bassi che sono: il giudizio, un rifiuto di ciò che si è percepito, un caricare in eccesso ciò che si è percepito ecc…
Tutto è e resta così com’è arrivato ed è sempre giusto. Giusto non si intende come giudizio morale, ma vuol dire che si prende così com’è e si usa per un lavoro.
Così come mi è accaduto di vedere la prima volta in un incontro di costellazioni famigliari tenuto da Bert Hellinger.