COME AVVIENE IL MIO INCONTRO CON LE

COSTELLAZIONI FAMILIARI.

Ho sentito parlare di Costellazioni familiari ai corsi di Nuova Medicina del Dott. Hamer, a cui ho partecipato e da alcuni colleghi, per molto tempo non me ne sono occupata, né ci ho pensato.

Col tempo ho imparato che ogni cosa ha il suo momento e non viene né prima né dopo ma solo nel suo momento. Questo è il volere dell’anima, apre la porta solo quando è pronta a ricevere.

Un giorno, “per caso” anche se, scopri che il caso non esiste, un collega mi ha informata che nel week- end a Merano ci sarebbe stata una conferenza di Bert Hellinger, il padre delle costellazioni familiari e senza esitare mi sono iscritta coinvolgendo tutta la famiglia.

Durante quel seminario ho tenuto la mano alzata tutto il giorno insieme al mio secondo figlio, mentre il primo figlio e mio marito se ne stavano rannicchiati sulla sedia nella speranza di non essere chiamati. Il piccolo si vedeva, lo faceva per me, il grande lo faceva per papà; naturalmente non siamo stati chiamati, due volevano e due no, ma Bert ha osservato il nostro comportamento e giustamente ha colto (PERCEZIONE) che se ci avesse chiamati avrebbe escluso dal mio sistema i due che non volevano.

Lo spirito riunisce nell’amore e guarda tutti, non fa mai cose che possono danneggiare qualcuno del sistema o che vanno contro una volontà, forzare la mano ai due che non volevano non sarebbe stato amore. Chi percepisce i movimenti dello spirito guarda verso tutti con lo stesso amore e lo fa solo se in tutti c’è la stessa volontà .

La cosa più divertente e significativa allo stesso tempo è stata la fine della giornata, quando il secondo figlio è salito sul palco ed è andato a stringere la mano a Bert, tutto solo e quasi di corsa. E’ stato come un: bravo, mi è piaciuto quello che hai fatto, ma ora corro a casa, ne ho abbastanza. Me lo ha anche detto, “mamma andiamocene a casa”. Quanta fatica ha dovuto

fare il piccolo ( 7 anni) per sostenere me e non sentirsi separato dagli altri due della famiglia.