Seconda Puntata

Esistono tre tipi di coscienza: la coscienza personale, la coscienza collettiva e la coscienza dello spirito.

Tutte fanno parte di noi e agiscono nel nostro campo, sono campi spirituali. Parlando della coscienza spirituale di ogni individuo, possiamo dividerla in due tipologie, la buona coscienza e la cattiva coscienza.

I limiti e i confini di questa distinzione sono definiti in modo diverso a seconda dell’individuo, le linee generali sono simili per tutti, faccio un esempio: è difficile che rubare sia una buona coscienza per una persona e una cattiva coscienza per una altra, anche se non è detto che sia sempre così, perché nelle famiglie degli zingari se non rubi , come fanno tutti , non sei uno zingaro forte. Anzi a volte vengono picchiati se non portano soldi a casa i bambini appartenenti alle famiglie degli zingari.

Vorrei fare un esempio su come agisce la buona coscienza personale, nell’ambito della famiglia :

  • quando mi rivolgo a mia madre, so perfettamente come fare per relazionarmi a lei, uso una determinata modalità di comunicazione che rispecchia la mia buona coscienza verso di lei;
  • quando mi rivolgo a mio padre, pur essendo sempre in una condizione di buona coscienza, uso una forma di comunicazione che funziona nella mia relazione con lui, che è sicuramente diversa da quella che uso verso mia madre, ma so che così con lui funziona.

In entrambi i casi quindi agisco, verso uno o verso l’altro in buona coscienza.

Questa ha una funzione basilare che è quella di tutelare il nostro posto in seno della famiglia o del gruppo a cui apparteniamo o a cui vogliamo appartenere. Essa ci spinge ad agire, pensare e comportarci così come è accettato dalla nostra famiglia, ma selezioniamo le famiglie di provenienza dei nostri genitori in modo istintivo. Ci comportiamo bene , verso una e verso l’altra. Siamo al sicuro. Cosi ci sentiamo amati e accolti dai due clan.

Con questo agire e con questo comportamento noi consolidiamo il riconoscimento e la simpatia del gruppo.

Il gruppo con noi non si sente in pericolo, bensì tutelato nella sua visione della vita e delle relazioni, si sente tutelato nelle sue opinioni, pensieri e convinzioni.

Quindi la famiglia può riconoscerci, noi apparteniamo, ci sentiamo amati. Quindi la buona coscienza è come un organo di equilibrio che ci fa muovere e comportarci tenendo sempre di vista il mantenimento del giusto rapporto di equilibrio con il soggetto o gruppo.

Cosa accade quando entrambi i genitori sono presenti ?

Come ci comportiamo per sentirci amati dai due Clan?

Cosa ci conviene fare?

Dobbiamo mediare le due buone coscienze, quindi fare un po’ come dice la famiglia di mamma e un po come dice la famiglia di papà.

E se le due famiglie non sono in accordo? E non lo sono perché esiste già una separazione tra i nostri genitori. Oppure semplicemente ubbidiscono alla loro buona coscienza familiare restando separati?

Risposta : inizia la guerra.

Oppure semplicemente entriamo conflitto con le buone coscienze familiari dalle quali proveniamo e non sappiamo più come fare.

Agiamo in modo istintivo e veniamo sgridati, disubbidiamo,

Quale soluzione ?

La cattiva coscienza ovviamente !

Ne parliamo alla prossima puntata del blog